Itinerari nella riserva

Da Isernia a Longano

  • tempo di percorrenza

    6 ore

  • Quota di partenza / quota di arrivo

    670 / 840 m slm

  • Quota min / max

    1384 / 433 m slm

  • Difficoltà

    Escursionistica

  • Interesse

    Naturalistico e storico

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Longano, Castelpizzuto, Roccamandolfi

Percorso

Da Longano si ridiscende sino al ponte ad arco in pietrame. Qualche metro prima sulla sinistra, resti del mulino e imbocco dello stradello che conduce poco dopo all’altro mulino con centralina idroelettrica in disuso. Si percorre il tracciato della pista ciclabile attigua alla sponda sino all’incrocio della stradina carrabile per Roccamandolfi. Poco dopo, in prossimita di una maestosa quercia, sul lato sinistro della strada, si scende, guadando il fiume, sull’altra sponda. Traccia erbosa per qualche centinaio di metri e nuovo guado per immettersi in un tracciato consolidato dall’esbosco fra folta vegetazione sino ad arrivare in corrispondenza della masseria dove si risale a raggiungere la viabilità per poi ridiscendere in corrispondenza della masseria Cancelliere e proseguire sulla destra. Attualmente l’ostacolo è costituito da una macchia di rovi e ginestre che impediscono il prosieguo lungo il fiume. Attraversata un’ampia zona con maestose foglie di farfaraccio, il tratto successivo si svolge su agevole traccia trattorabile che si discosta dal torrente sino al mulino Giovannone. Superato il fiume su un ponticello, il tracciato è facilmente individuabile, lo si segue in salita e oltrepassato l’altro mulino si sbuca in prossimità dello stabilimento dell’acqua minerale, e si raggiunge il borgo con ultimo tratto sulla SP. Da Castelpizzuto, in direzione di monte Patalecchia con stradina asfaltata sino alla piccola area attrezzata sulla sponda del torrente, guado su massi e poi sulla sinistra non inerpicandosi sulla traccia che porta a Roccamandolfi. Il percorso a tratti con fondo fangoso e a tratti ben delimitato da muretti a secco si discosta leggermente dalla sponda del fiume. Al termine della traccia un sentierino, appena accennato nel bosco, ci riporta sul letto del fiume poco al di sopra di una serie di cascate con spettacoli fantastici, scenari di notevole bellezza, regno delle salamandre nascoste fra il fogliame autunnale. Si ripassa il torrente, asciutto nei mesi estivi, per sbucare, dopo un breve tratto nel bosco, sui versanti a pascolo, a incontrare una sterrata da imboccare in direzione del Miletto per poi scendere verso Masserie Scino e Roccamandolfi.


Natura e ambiente

Si attraversa la Riserva Naturale Regionale di Monte Patalecchia e dei torrenti Lorda e Longaniello con ambiente fluviale, praterie montane e boschi di faggio per raggiungere l’altra Riserva Naturale Regionale del torrente Callora.
Uno studio condotto in occasione di una tesi in scienze ambientali ha rilevato una varietà floristica con numerose essenze non ancora censite.


Testimonianze storico-culturali

Una serie di mulini idraulici al di sotto degli abitati di Longano e Castelpizzuto lungo il corso del torrente; il sito del recente ritrovamento della maschera ieratica; i borghi di Longano, Castelpizzuto e Roccamandolfi.